roberto zanda

"Sono un sardo, tenace, combattente. Non abbandonerò queste gare estreme. Andrò nei deserti o su strada". Promessa dell'ultrailler Zanda

"Sono un sardo, tenace, combattente. Non abbandonerò queste gare estreme. Andrò nei deserti o su strada". Promessa dell'ultrailler Zanda

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In serata, il maratoneta è stato condotto in sala operatoria. I medici dell'équipe della Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare, diretta dal dottor Flavio Peinetti, lo stanno curando con terapie di ultima generazione. Questa Struttura Complessa è stata giudicata un'eccellenza italiana dal Ministero della Salute. Non è la prima volta che vengono affrontati, con successo, casi di congelamento gravissimi. Ma il quarto grado (il massimo) raggiunto da Zanda è il primo. "Non disperiamo, ma siamo realisti", dichiara il dottor Peinetti

AOSTA. Soltanto le vistose fasciature bianche di mani e piedi testimoniano il suo dramma. Non lo sguardo vivace, il volto disteso e quel mezzo sorriso indice di serenità potrebbero mai far trasparire l’incubo vissuto da Roberto Zanda, l’ultrailler ricoverato all’ospedale ’Parini’, di Aosta, con i quattro arti congelati al 99 per cento.

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