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Si allarga la 'famiglia agricola' di Cascina Ollignan. E' prossimo l'acquisto di cinque pollai mobili

Abbondano gli slogan coniati per identificare l'amenità dell'ambiente: agricoltori si nasce; dolce come il miele; in vino veritas; sei un pollo; la patata è...; ti raserò l'aiuola. Slogan indice della spensieratezza di un 'mondo' agricolo in cui il riscatto della persona costituisce il 'fil rouge' dell'attività di educatori e responsabili

QUART. Pulcini maschi e femmine, galline allevati sotto il sole, in piena libertà nei prati e con la cura e l’attenzione che soltanto chi considera ‘amici’ gli animali può riservare.
L’annata agricola 2018 a Cascina Ollignan, di Quart, nasce sotto un’ottima stella: l’acquisto di cinque pollai mobili e di una incubatrice per l’allevamento dei pulcini che, nell’immediato, saranno al 50% maschi e altrettante femmine.
“Questo progetto – dice René Benzo direttore della Fondazione Sistema Ollignan – è finanziato dall’Associazione ‘Colloquiando’ con cui abbiamo intrapreso un cammino da tre anni. I 1.500 euro necessari per dotarci di queste strutture li hanno offerti i partecipanti alle serate promosse per divulgare temi attinenti a salute e benessere. Sistemeremo i pollai – annuncia Benzo – nei prati attigui alla Cascina”.
Pollai di dimensioni ridotte, mobili, di immediato e facile controllo, affidati ad un gruppo di utenti accompagnati dagli operatori di questa struttura, mirabile esempio di accoglienza, sostegno e occupazione di cittadini svantaggiati. Ad oggi sono accolti 45 utenti di varia età ed estrazione sociale.
Uova, quindi, da commercializzare, in parte, ad una clientela fidelizzata e, in maggioranza, utilizzate per l’alimentazione di chi ‘risiede’, da molti anni, in un questa fattoria, a 700 metri sulla collina di Quart. Ex ragazzi, e non, che insieme con operatori specializzati hanno l’opportunità di esprimere, al meglio, le loro potenzialità, di dimostrare come disabilità fisiche o mentali non incidano sulla capacità lavorativa. Cittadini dotati di una volontà ferrea di apprendere e di mettere in pratica la teoria. I risultati sono eclatanti: frutta, verdura, miele, vino, uova qualificano la produzione di questa ridente mega area verde. Che, da alcuni anni, sfoggia anche la produzione di erbe officinali.
“Alleveremo i pulcini maschi con metodologie in cui primeggi il rispetto delle esigenze di questi volatili – sottolinea il direttore Benzo -. Pulcini che, prima di essere soppressi come è nell’ordine del loro ciclo vitale, possano razzolare all’aria aperta, in spazi notevoli, in piena natura”. Aggiunge: “Un progetto che inaugura l’annata agricola. Non a caso abbiamo scelto l’imminente arrivo della primavera, periodo di rinascita della natura”.
L’etica caratterizza, sin dagli esordi dell’attività, il Centro Agricolo allestito, nel 1999, su iniziativa delle Famiglie Portatori di Handicap, dell’Institut Agricole Règional e della Regione Autonoma Valle d’Aosta e istituito con legge regionale il 20 dicembre 2010.
‘Ragazzi di campagna’ con cui non è difficile instaurare rapporti amichevoli, quasi fraterni. Rapporti immediati, favoriti anche dalla professionalità di operatori e dirigenti impegnati nel garantire il massimo della serenità a questi lavoratori sensibili e con il sorriso stampato. Occupazioni commisurate alle singole attitudini, in modo tale da permettere di dedicarsi con passione a ciò che viene loro affidato. E' questa una delle chiavi del successo di una delle strutture più coinvolgenti della Valle d'Aosta.
Una Cascina in cui si respira il 'glamour' dell'allegria e del 'bien e^tre', meritevole della 'Bandiera verde' attribuita, nel 2017, dalla 'Carovana delle Alpi', di Legambiente Valle d'Aosta. Questa la motivazione: "La capacità di comunicare l'esigenza di occupazione reale delle persone disabili alla pratica dell'agricoltura di montagna'.

Sandra Lucchini

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