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Lotta allo spaccio di droghe. In campo forze dell'ordine e privati. Banchetti nel quartiere Cogne del M5s."Incontriamo i giovani, soprattutto"

L'iniziativa denominata 'YouPol' rasserena molti cittadini. L'utilizzo del cellulare per comunicare, in termini diretti, con la polizia incoraggia, in particolare, gli abitanti più timorosi. La segnalazione di episodi di spaccio può avvenire anche in anonimato. Chi vuole, può fornire le generalità. "L'importante è non tacere se si viene a sapere o si assiste al passaggio soldi-droga", dicono gli agenti antidroga della squadra mobile di Aosta

AOSTA. “Innanzitutto, abbiamo promosso un’attività di sensibilizzazione all’interno del quartiere Cogne, rione che risente in maniera significativa del problema dello spaccio di droga. Un’attività promossa con l’allestimento di banchetti per favorire l’incontro e il dialogo con i residenti, giovani, in particolare”.
Roberto Cognetta, consigliere regionale M5s, puntualizza le iniziative del Movimento per contrastare, il più possibile, questo fenomeno dilagante. “Abbiamo lavorato con l’Osservatorio della Legalità. Sinergia indispensabile per seguire l’evolversi di una situazione in cui i danni ai consumatori si associano a pesanti conseguenze sociali”.
Cognetta sottolinea una realtà inconfutabile, perlomeno fino ad oggi: “In Valle e ad Aosta non esistono gruppi di spacciatori organizzati legati alla criminalità organizzata. In pratica, - sottolinea Cognetta - sono gli stessi consumatori a trasformarsi in spacciatori per assicurarsi le dosi di stupefacente.”
Un’altra iniziativa di contrasto messa in atto dal M5s ha posto al centro il confronto con le forze dell’ordine in cui sono state monitorate le modalità del mercato della droga. E’ emerso come, da tempo, si sia passati dallo spaccio di ‘prossimità’ al servizio a domicilio. “Ormai – dichiara il consigliere regionale – chi spaccia rifornisce a casa il consumatore. Meno visibile e, quindi, più sicuro. Una realtà molto più difficile da scoprire”, fa notare Roberto Cognetta.
Ne sanno qualcosa i residenti delle case Giacchetti, nel quartiere Cogne, testimoni furibondi, ma impotenti, di continui andirivieni di giovani, e più attempati, ‘clienti’ di noti spacciatori.
“Stiamo considerando, in ogni caso, - riprende Cognetta - una problematica esplosa anche in altri Comuni della Valle. Diciamo, senza timore di essere smentiti, in tutta la Valle. La diffusione dello spaccio ha investito anche località al riparo, fino a pochi anni fa, dalla vendita di droghe varie”. Si rivolge agli amministratori dell’economia regionale e avanza loro una proposta: “Sarebbero opportuni serrati controlli di chi vive oltre le proprie possibilità seppure non lavori. Lo ritengo un indice di notevole efficacia per appurare la provenienza dei soldi e l’attività”. Aggiunge: “Le forze dell’ordine agiscono per quanto possono. I cittadini dovrebbero garantire una maggiore collaborazione. Ma, soprattutto, dovrebbe essere potenziato l’organico a livello di numeri e di mezzi”, conclude l’esponente del M5s.
Carlo Pivot, ex segretario, negli Anni 90, dell’allora ‘Comitato Quartiere Cogne’, residente in via Capitano Chamonin, 31, in uno dei palazzoni color mattone, realizzati dal Comune nell’ambito dell’imponente piano di riqualificazione dell’agglomerato urbano popolare.
“Viviamo in una relativa pace da quattro anni – dice -, dopo aver convissuto, a lungo, con una famiglia di vicini in cui c’erano tossici e spacciatori. I continui controlli di polizia e carabinieri in borghese hanno fermato questi inquilini alcuni dei quali hanno scontato anni di carcere. Forse, continuano con il consumo, ma vanno a rifornirsi altrove. L’attività di spaccio sembra essere finita. I passaggi dei tutori dell’ordine non sono cessati. La loro assidua presenza ha dato il riscontro sperato”, assicura Pivot.
Il medesimo intensificarsi dei controlli lo sollecitano gli inquilini delle ‘Giacchetti’ dove la situazione “è disastrosa”, commenta Carlo Pivot. Ricorda: “Negli di attività del Comitato il problema spaccio non aveva raggiunto queste dimensioni. C’era, di certo, un passa parola continuo. Ad ogni minimo segnale ci si preoccupava di avvertire le varie ‘divise’ che intervenivano subito, arrestando o denunciando gli spacciatori meno spavaldi degli attuali, tra l’altro. Oggi, escono allo scoperto come se stessero vendendo fiori. Inaudito. Hanno l’ardire di spacciare in pieno giorno, davanti alla gente, guardando con sfida chiunque passi. Si può andare vanti così?”, interroga, in conclusione, l’ex segretario dell’ex Comitato di quartiere.

Sandra Lucchini

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