targa a enzo ghinazzi

Bienvenu 'Ami de la Vallée d'Aoste'! Les valdo^tains sont heureux de te réserver félicitations les plus chaleureuses et cordiales

"E' con grande piacere - dichiara Laurent Viérin presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta - che abbiamo deciso di conferire a 'Pupo' questo riconoscimento di 'Ami de la Vallée d'Aoste', in virtù del forte legame che ha nei confronti della Regione che ama e apprezza da sempre. Un grande artista stimato da diverse generazioni e molto amato e conosciuto anche all'estero. Un cantante che saprà portare, nel mondo, il nome della Valle d'Aosta"

AOSTA. “Sono molto orgoglioso di ricevere questo prestigioso premio da Laurent Viérin, presidente della Valle d’Aosta, la regione che, in assoluto, sceglierei come residenza, dopo, beninteso, la mia adorata Toscana. Essere considerato un amico della Vallée mi lusinga. Non vedo l’ora! Amo la vostra cultura francofona. Il premio include, oltretutto, la cittadinanza onoraria valdostana”.
A Enzo Ghinazzi, il “Pupo’ internazionale, cantante, artista, showman senza frontiere, verrà consegnata, domenica 25 febbraio, nel salone delle manifestazioni di Palazzo regionale, la targa di ‘Ami du Val d’Aoste’, un riconoscimento ad un personaggio dello spettacolo assiduo frequentatore della Valle dei Quattromila d’Europa. Una gratifica significativa che troneggerà accanto agli altri numerosi trofei conseguiti nel corso della sua fulgida carriera.
Il suo amore per la ‘Petite Patrie’ ha radici lontane. L’artista ripercorre l’Ensemble’ di questo legame diventato, ormai, indissolubile.. “E’ nato negli Anni Settanta, a Cervinia, sulle piste da sci – ricorda -. Sostavo in un famoso hotel dell’epoca, ritrovo di molti personaggi dello spettacolo. Le vostre nevi mi hanno conquistato e non mi hanno più lasciato”, chiosa il cantante di ‘Su di noi’, brano con un successo planetario, emblema di un repertorio in cui Enzo Ghinazzi ha regalato ai suoi fans, ma non solo, canzoni spensierate, orecchiabili, senza tempo. Brani simbolo di un periodo in cui la musica italiana incantava e spopolava nel mondo.
Un ‘feeling’ con la Valle quasi ininterrotto e ridisegnato con il ‘Disco per l’estate’, manifestazione canora che, sul palco del Grand Hotel Billia, ha accolto cantanti italiani ed esteri, attirando, ad ogni edizione, il pubblico delle grandi occasioni. “Ricordi meravigliosi e la consegna, nel 1979, della Grolla d’oro, un premio speciale vinto con il romantico brano italo-francese ‘Bravo bravo’”, riassume ‘Pupo’. Che riconosce come questo evento estivo abbia firmato uno dei capitoli salienti del suo successo. Anni Settanta, degna continuazione dei più ruggenti Anni Sessanta, quando la ‘Riviera delle Alpi’ ospitava questo artista fra i più amati sella canzone italiana, sul palco e nelle sale da gioco del Casinò.
Emozioni incontenibili che percorrono le vene, intrecciandosi con sensazioni dal fascino oscuro il cui ‘rosso e nero’ si materializza nella roulette, l’altra grande passione dell’artista. In ‘carrellata’ visiva rivive quel passato relegato, ormai, in un ‘déjà vu’ sopito nella mente, non nel cuore. Oggi, l’artista è ‘testimonial’ impegnato nell’illustrare le mille sfaccettature dell’approccio al gioco d’azzardo.
Un mondo coinvolgente che, ai suoi tempi, si presentava in ‘abito da sera’, con le luci soffuse dei Casinò e la discrezione dei frequentatori. Quella privacy ricercata dai giocatori, protagonisti silenziosi della loro attrazione fatale.
“Anni di forte glamour – puntualizza Enzo Ghinazzi – in cui il gioco era un’arte da concretizzare, senza accanimento, nei saloni eleganti, sobri, ovattati. Un ambiente svanito, da troppo tempo”, sottolinea il cantante, confessando la sua malinconia nel vedere come, nell’era di Internet, algidi spazi arredati con varie tipologie di macchinette elettroniche­ contribuiscano a colmare il vuoto esistenziale di molti cittadini.
Ritorna brillante l’eloquio di ‘Pupo’ mentre menziona la ‘grande bellezza’ dell’archeologia, della cultura, e della storia valdostane. “Pagine di epoche italiche uniche in cui vive ancora lo splendore dell’antica Roma”, rilancia l’artista. Non finisce di stupire nel momento in cui esprime notevoli apprezzamenti anche per la ‘cuisine valdo^taine’. “Adoro il formaggio e quando sono in Valle gusto, innanzitutto, piatti a base di fontina”, assicura. Confessa, tuttavia, di non saper rinunciare “almeno una volta al mese” alla Chianina, famosa bistecca la cui cottura ha mantenuto, nei secoli, l’antico rituale.
Il suo commiato? Non potrebbe avvenire senza un commento flash sul Festival di Sanremo, da poco concluso: “Ho partecipato sei volte. Sono arrivato secondo con il brano ’Italia, amore mio’ insieme con Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici. Un inno al nostro Bel Paese”, dichiara. Trionfo di ‘affetti geografici!
E, tra un settimana, Enzo Ghinazzi potrà sfoggiare, con l’entusiasmo che lo contraddistingue, la targa in cui sarà conclamata la sua amicizia con la Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Sandra Lucchini

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