acqua carcere

Casa Circondariale Brissogne: l'acqua potabile è ancora un 'miraggio'. Continua la distribuzione di acqua minerale.

L'interrogativo posto dal segretario OSAPP è lo stesso che, da tempo, arrovella il sindaco: "Capisco il disagio di aprire un cantiere nella stagione invernale. Ma durante l'estate la direzione del carcere avrebbe potuto avviare questo intervento molto importante per la qualità di vita dei detenuti e del personale. Speriamo che, almeno in primavera, chi di dovere si faccia carico di risolvere questa problematica molto seria", ribadisce.

BRISSOGNE. Dal 22 gennaio scorso, giorno in cui è scoppiato il caso, ad oggi, nulla è cambiato all'interno del penitenziario regionale: i rubinetti sono ancora inservibili e ai detenuti e agli agenti di polizia penitenziaria vengono ancora garantite due bottiglie di acqua minerale al giorno. La situazione, però, sembra si trascini dalla scorsa primavera. Problematica di cui è a conoscenza l'Amministrazione Penitenziaria.
Il perdurare dell'assenza di acqua potabile è collegato ad un altro problema cruciale: l'assenza di un direttore e comandante titolari; il continuo avvicendamento di 'vertici' in missione non consente una gestione lineare e rispondente alle aspettative della popolazione carceraria e del personale.
"La Casa Circondariale - dice il sindaco di Brissogne Bruno Mènabréaz - ha una sua alimentazione idrica con vari pozzi. Non è allacciata all'acquedotto comunale. L'ex direttore aveva chiesto all'amministrazione la possibilità di collegarsi alla nostra rete idrica. Abbiamo dato il consenso. Ma, ad oggi, nulla si è mosso", sottolinea il sindaco.
Disorientato ai massimi livelli è Leo Beneduci segretario generale OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria): "E' mai possibile che non si possa usufruire di autobotti? - chiede -. Questo gravissimo disservizio è dovuto ad una Amministrazione Penitenziaria completamente assente". Chiama in causa Pietro Buffa direttore del personale e delle Risorse ed ex direttore de Le Vallette, di Torino. "Ritengo che conosca bene la realtà. E, quindi, è inammissibile questo immobilismo".
Il consistente rifornimento giornaliero di acqua minerale ad una media di 170 detenuti (il numero varia di continuo) comporta un altrettanto consistente dispendio di soldi pubblici. "A quando l'avvio dei lavori? - domanda Beneduci -. Abbiamo il diritto ad un'informazione puntuale", rilancia.

s.l.

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