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Violenze, minacce, insulti alla sua compagna: condannato a cinque anni di carcere un musicista di Torino, arrivato ad Aosta 15 anni fa.

La 'Giornata mondiale contro la violenza sulle donne", celebrata il 25 novembre scorso, ha avuto un immediato riscontro, ieri, nel Tribunale di Aosta dove è stato condannato un aguzzino. Un musicista che, per anni, oltre a terribili violenze fisiche, ha inflitto alla sua compagna violenze psicologiche con l'obiettivo di svilirne la personalità. Lei, psicologa, ha sopportato colpita, forse, da quella 'sindrome di Stoccolma' per cui la vittima soggiace al suo carnefice.

AOSTA. “Io sono il tuo padrone e tu la mia serva. Mi fai schifo. Non vali niente”. Insulti deliranti aggravati da pestaggi e violenze fisiche di ogni genere. L’uomo, Mario Giovanni Valter Calisi, 58 anni, musicista, di Torino, trasferito ad Aosta con la compagna, psicologa, nel 2001, è stato condannato dal Tribunale di Aosta a 5 anni di reclusione l’uomo dovrà, inoltre, versare alla donna un risarcimento di 50 mila euro.
Il PM Luca Ceccanti ha motivato la sentenza: “Attività di quotidiano sadismo dell’imputato nell’arco di anni di convivenza”.
La psicologa ha raccontato come il suo carnefice fosse “ossessionato dal mio cervello. Diventava una furia quando qualcuno si complimentava per la mia intelligenza”. Una sorta di complesso di inferiorità intellettuale che portava il Calisi a sfogare le sue frustrazioni in termini inauditi. Colpi di badile e pugni in faccia sono stati, per anni, alcune delle violenze subite in silenzio dalla professionista dipendente di un’azienda sanitaria lombarda.
Attività che ha perso per le continue assenze determinate dalle condizioni fisiche in cui si è, più volte, trovata. Schiaffi, minacce, calci per un nonnulla. Ma in aula ha avuto l’ardire di dichiarare come il suo comportamento fosse dettato “dal bene che le volevo”.
Non è il solo a profferire simili idiozie. E’ la giustificazione ‘fotocopia’ di chi maltratta la propria compagna. Le battaglie contro la violenza sulle donne esaltate con la ‘Giornata Mondiale’ stanno dando riscontri incoraggianti. Le donne stanno uscendo allo scoperto, sporgono denunce, fuggono dal proprio aguzzino per risparmiare ai figli di assistere ai soprusi.
In Valle d’Aosta, l’attività del Centro Donne contro la violenza ha permesso di far emergere un fenomeno che si articola in circa 30 denunce all’anno per maltrattamenti.

s.l.