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Patrimonio Unesco: ambìta aspirazione per convergere sul Monte Bianco l'unione e la partecipazione dei popoli.

Da 25 anni, l'Espace Mont Blanc si occupa di sviluppo sostenibile nei tre Paesi (Italia, Francia, Svizzera) e per le popolazioni che vivono intorno. Il lavoro già svolto non ha mai prodotto una unità di intenti come in questo periodo. Il fine è unanime: arrivare all'altisonante riconoscimento.

AOSTA. “Da alcuni mesi abbiamo rivitalizzato un dossier ‘dormiente’ da decenni e abbiamo ripreso il contatto con i partners per riavviare l’istanza della candidatura del Massiccio del Monte Bianco come Patrimonio Unesco. Una candidatura sostenuta dai tre Paesi interessati. Italia, Francia e Svizzera”.
Fabrizio Roscio, assessore regjonale all’Ambiente, esprime il suo entusiasmo, seppure con la dovuta cautela. Conferma l’impegno dei tre Stati per raggiungere l’obiettivo riconoscimento e anticipa: “Il 24 ottobre si riunirà, a Chamonix, la Conferenza Transfrontaliera del Monte Bianco per esaminare un ordine del giorno in cui è prevista anche la discussione sulla candidatura del Massiccio. La concretizzazione, però, - puntualizza – non può trascurare passaggi fondamentali, tra cui, il più importante è riferito alla partecipazione della popolazione. Non solo residenti, ma associazioni, amministrazioni, titolari di attività di qualsiasi genere”.
Un assenso univoco che, stando alle affermazioni di Fabrizio Roscio, è ritenuto “fondamentale” affinché l’Unesco approvi il riconoscimento. E’ indispensabile arrivare ad un punto di sintesi identico. Come unanime deve essere il concetto secondo cui il Massiccio del Monte Bianco è un Bene assoluto, da tutelare e identificare con connotati planetari. Un Bene di appartenenza mondiale e, quindi, condivisibile.
Ancora l’assessore all’Ambiente: “Sarà indispensabile lavorare con esperti per formulare un dossier in cui emerga, a chiare lettere, l’unicità del Massiccio da salvaguardare per le generazioni future. Si dovrà – continua – armonizzare il piano di gestione dei tre Paesi che condividono il Monte Bianco. L’Unesco esige, soprattutto, l’unità di intenti. Le popolazioni, con cui organizzeremo incontri dopo la firma della dichiarazioni di intenti nella Conferenza Transfrontaliera, dovranno essere consapevoli di vivere in un territorio su cui insiste questo Bene assoluto”. Esemplifica, citando il gruppo delle Dolomiti, già dichiarato Patrimonio Unesco: “Le tre Regioni interessate, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia organizzano iniziative di comune accordo. Proposte simili, sinergiche in modo tale da soddisfare le aspettative di un turismo internazionale”, ribadisce Fabrizio Roscio.
‘Fare rete’ per rendere Il 'Tetto d'Europa', da sempre riferimento dell’alpinismo mondiale, una ‘fucina’ di progetti economici, turistici, sociali e ambientali. Il processo di partecipazione alla candidatura avverrà il prossimo anno. “Ad oggi non vi è ancora nessuna decisione, se non che la volontà di portare il più avanti possibile una realtà di grande prestigio, non solo per i tre partners, ma per i popoli della Terra”, conclude l’assessore regionale all’Ambiente.

Sandra Lucchini

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