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"Nessun amento di stipendio per gli agenti. Ai detenuti lavoratori, invece, l'83 per cento in più in busta paga ".

"Basta", urlano gli Agenti di Polizia Penitenziaria sorretti dalle organizzazioni sindacali di categoria. "Basta con l'indifferenza istituzionale", sbottano, accusando, in prima persona, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Lo incontreremo il 19 settembre, a Roma. Gli ribadiremo le gravissime carenze delle carceri italiane e la situazione di notevole precarietà in cui dobbiamo lavorare".

Mancano pochi giorni alla mega protesta organizzata, a Roma, dai sindacati di categoria, confederali e non, degli Agenti di Polizia Penitenziaria. L'Osapp torna alla carica con la contestazione relativa alle condizioni in cui versano le carceri e il personale di servizio civile e militare.
Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, ribadisce il forte malcontento che attanaglia i dipendenti dell'Amministrazione Penitenziaria. Ritorna, in particolare, sul 'fermo' del potenziamento dell'organico degli agenti richiesto, più volte, ai vertici.
"Nessun miglioramento delle condizioni delle infrastrutture penitenziarie", dice, sottolieando come il 70 per cento degli istituti di pena italiani siano da sottoporre ad un approfondito piano di ristrutturazione.
In merito all'aumento salariale garantito ai detenuti che svolgono un'attività lavorativa all'interno delle carceri Beneduci parla chiaro: " Nulla da eccepire sulla loro retribuzione. Ci rende perplessi, però, il fatto che lo stesso Ministero della Giustizia, retto dal Guardasigilli Andrea Orlando, non abbia fatto nulla per incrementare l'organico della Polizia Penitenziaria in servizio e assicurare un adeguato incremento dell'introiti mensile del personale in divisa".
Il segretario Generale Osapp manifesta il suo sconcerto senza alcuna remora e denuncia: "Contestiamo a gran voce la qualità scadente del vitto erogato nelle mense obbligatorie. Le condizioni delle caserme dove alloggia il personale e gli stipendi, in generale, di coloro che, sempre più sovente subiscono aggressioni e insulti dai detenuti".
La dichiarazione infuocata di Leo Beneduci riflette il forte malcontento del mondo carcerario. Un ambiente in cui, in alcuni casi, la tensione è acuita dall'assenza di direttore e comandante titolari.
Fra i casi più eclatanti spicca la Casa Circondariale di Brissogne, in Valle d'Aosta, dove tutto è 'affidato' al senso del dovere degli Agenti, alla loro capacità di gestire una situazione esplosiva. Due risse fra detenuti di etnia diversa, nel giro di pochi giorni, la dicono lunga sull'aria che si respira in un penitenziario realizzato per accogliere un massimo di 120 detenuti; numero superato, alla grande, durante tutto l'anno.

di s.l.

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