ludopatia: confronto istituzionale.

Gioco d'azzardo, problema sociale dibattuto nella Conferenza Stato-Regioni. "La bestia mi ha sconvolto la vita". Confessioni di un giovane.

La legge di riferimento è la numero 208 del 28 dicembre 2015. Le Regioni e le Province Autonome, ai fini del contrasto delle patologie afferenti alla dipendenza dal gioco d'azzardo, potranno avviare programmi di maggior tutela della popolazione, considerando le accresciute esigenze sociali e i fenomeni di dipendenza patologica.

AOSTA. Regolamentare la distribuzione dell’offerta di gioco diffusa sul territorio; ridurre, in maniera significativa, le slot machine; prevedere forme maggiori di tutela per la popolazione.
Ritorna, in termini prioritari, il contrasto istituzionale alla ludopatia.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha esaminato la proposta d’intesa Stato-Regioni sulle caratteristiche dei punti di gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale.
La Conferenza ha approvato la proposta con un emendamento presentato dalla Provincia Autonoma di Bolzano a cui ha dato l’assenso anche la Regione Autonoma Valle d’Aosta.
“L’intesa – ha dichiarato il presidente Pierluigi Marquis – consente un ampio ruolo da parte delle Regioni e degli Enti locali che potranno meglio monitorare e gestire il gioco pubblico sul territorio. Rispetto alla popolazione – ha sottolineato – avranno la possibilità di apportare miglioramenti incisivi atti a garantire ricadute sul piano sociale e su quello della salute”.

“Malato di gioco”, si autodefinisce Mario (nome di fantasia), 23 anni, studente universitario, residente sulla collina di Aosta, incallito giocatore alle slot machine. Chiede l’anonimato “anche se vorrei dichiararmi per avvertire i miei coetanei e chi è caduto nel baratro del gioco di intraprendere ogni possibile strada per smettere con questa bestia”.

I tuoi famigliari sono al corrente del tuo problema?
“Hanno cominciato a capire – risponde - . Mi hanno chiesto spiegazioni del mio cambiamento di carattere. Sono diventato irascibile. Io che sono sempre stato un ragazzo serafico. Io nego tutto. Non so fino a quando potrò continuare questo teatrino”.

Con quale cadenza giochi? Giornaliera. Settimanale. Mensile.
“Quando riesco a racimolare i soldi”.

Come fai a procurarteli?
Mario tergiversa. Si stropiccia gli occhi. Guarda nel vuoto. Allaccia le mani. Balbetta qualcosa per, poi, arrivare a dire: “Quando capita attingo dal portafoglio dei miei. Mi sono venduto ricordi a cui ero molto affezionato. Nonostante tutto trovo sempre qualche amico disposto a farmi un prestito, pur sapendo che difficilmente riuscirò a restituirlo”. Si affretta ad aggiungere: “Qualche volta riesco a vincere”. Abbozza un sorriso nel ricordare “i centocinquanta euro vinti alcuni mesi fa”.

Quanto tempo li hai tenuti in tasca?
“Due giorni. Bruciati nel giro di due giorni - ripete, fissando il nulla -. Anche un’altra volta ho vinto una discreta somma”.

Quanto?
“Non voglio dirlo. Sono stato un cretino. Avrei potuto approfittare per tentare di smettere. Ma ha preso il sopravvento la bestia”.
Mario ha gli occhi gonfi di lacrime. Pensa alla mamma. “Si alza all’alba per andare a lavorare. Fa le pulizia in non so quanti posti per farmi studiare. Mio padre lavora quando può”. Non va oltre. Pensa anche al fratellino “che mi vede come un eroe. Un esempio. Mi adora. Quando mi chiede di comprargli un video gioco o qualcosa che gli piace devo inventargli le scuse più assurde. Ma mi accorgo che tante volte fa finta di credere. E’ un bambino sveglio. Non so….”
Si interrompe. Accende la terza sigaretta nel giro di mezz’ora.

Anche il fumo ha un costo. Come riesci a gestirlo?
“Me le compra sovente mia mamma. Quando non ne ho vado a scrocco”.
Si alza di scatto. Guarda dalla finestra. “Il cielo minaccia pioggia – dice. Ieri c’era il sole”.

Che attinenza ha questo commento con il dialogo in corso?
“Nessuna. - risponde a mezza voce -. Ma, così, tanto per distrarmi. Parlo del sole perché lo vorrei riavere nella mia vita”.

Con la volontà è possibile. Non credi?
Aspira a pieni polmoni un’altra boccata di fumo. Si appoggia con una spalla all’armadio della sua camera e, senza perifrasi, risponde: “Per adesso mi va bene così. Tanto sono certo che un giorno o l’altro farò il colpo grosso. Pagherò tutti i debiti. Finirò gli studi e aprirò uno studio professionale. Me lo sento. Il colpo grosso è vicino”.

‘Mario’ ne è convinto al punto da salutare con una poderosa stretta di mano e un largo sorriso.

Sandra Lucchni

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