osservatorio economico sociale

Mercato del lavoro: precaria l'occupazione; in lieve calo la disoccupazione. Ripresa ancora in salita.

L'economia valdostana è ancora in attesa di un rilancio definitivo. Ma, secondo quanto affermano gli studiosi del settore, la recessione non ha penalizzato, in termini drammatici, il reddito pro capite delle famiglie che, anzi, si colloca al di sopra del livello medio nazionale con un più 13 per cento. Percentuale che consente alla Valle d'Aosta di recuperare una posizione, passando dal settimo al sesto posto tra le regioni e province autonome.

AOSTA. Luci e ombre dell’occupazione in Valle d’Aosta, regione in cui si presenta una realtà quasi fuorviante: il ritardo rispetto alla ripresa. Soprattutto se questo rinvio è paragonato ad altre regioni italiane dove l’evoluzione registra un trend meno impattante.
Segnali positivi si delineano nell’ambito della disoccupazione a fronte di un’occupazione ferma o, quantomeno, rallentata. Il mercato del lavoro ha stimato, nel 2016, un’occupazione che ha interessato 54 mila e 400 unità. Il raffronto con l’anno precedente evidenzia una contrazione, seppure lieve, di un meno 0,7 per cento a fronte di un aumento del tasso di occupazione passato dal 66,2 al 66.4 per cento e di una significativa diminuzione della disoccupazione con un meno 3,3 per cento.
Nello scorso anno, in ogni caso, emerge una tendenza in positivo delle assunzioni con un 5 per cento in più rispetto all’anno precedente. Nell’insieme, è da rilevare come, nel 2016, l’offerta lavoro abbia superato le 41 mila unità con una percentuale del 52,6 per cento relativa alla sfera femminile e con un 83 per cento attestato sui lavoratori residenti in Valle d’Aosta.
I dati riferiti al primo trimestre 2017 sanciscono un’occupazione ferma sul meno 0,1 per cento; la disoccupazione, al contrario, mostra un calo incoraggiante con un meno 8,7 per cento. Un meno 0,9 per cento riguarda le forze di lavoro. Risultato: mezzo punto di riduzione del tasso di attività; un decimo di punto di crescita del tasso di occupazione e una contrazione di quasi un punto percentuale del tasso di disoccupazione.
Si legge in un paragrafo della relazione presentata dall’Osservatorio Economico e Sociale della Regione diretto da Dario Ceccarelli: “Nel 2016 la situazione evolve in termini positivi, non tanto per migliori dinamiche economiche, quanto piuttosto in conseguenza delle dinamiche demografiche e in ragione di diverse propensioni alla partecipazione. Anche la lenta riduzione della disoccupazione – si legge ancora – è da attribuirsi più ad un calo della partecipazione che non ad una significativa ripartenza della domanda lavoro”.
Naviga in acque meno turbolente il comparto turistico “ma non è sufficiente – puntualizza il dirigente - a compensare il fermo di alcuni settori. L’edilizia in primis. Realtà occupazionale in cui si segnalano significative diminuzioni di posti di lavoro”.
La disoccupazione delle maestranze edili è una realtà in negativo da alcuni anni. E, stando alle statistiche, si sottolinea un peggioramento generale della non occupazione maschile “ancora alta in questo periodo”, dichiara Dario Ceccarelli, ponendo, per contro, al centro un fattore sociale meritevole di confronto e attenzione: “La disoccupazione può ridurre i suoi effetti negativi nel momento in cui i lavoratori si adattano, accettando proposte non sempre conformi alle loro aspirazioni o professionalità”.
Dinamiche ancora troppo deboli, inadeguate e non garanti verso chi cerca lavoro. Per lungo tempo il settore pubblico ha assorbito una notevole quantità di richieste. La recessione ha bloccato programmi e progetti. Risorse ridotte e, quindi, cambiamenti sostanziali nella possibilità di assunzioni. Che risultano al palo da anni. Le finanze contate hanno marcato anche l'industria manufatturiera e, in parte, il commercio. Segnali al rialzo sono stati individuati nei consumi. Il motivo è da ricondursi al un concreto aumento del lavoro part time. Il mondo dell'occupazione, però, non è ancora in grado di assicurare stabilità e certezze.
Dario Ceccarelli parla di “una lenta risalita del mercato del lavoro” e scende in dettaglio: “Gli impatti prodotti dalla crisi hanno generato difficoltà occupazionali quasi mai sperimentate nella storia più recente della Valle d’Aosta. Rispetto ai livelli pre-crisi – continua – si evidenzia una perdita complessiva di 2.400 posti di lavoro con un meno 4,2 per cento e, poiché parallelamente le forze di lavoro sono cresciute dell’1,6 per cento, l’area della disoccupazione si è ampliata di quasi tre volte. Osserviamo, altresì – commenta Ceccarelli – che si è allargata l’area dei demotivati, considerato che le forze di lavoro potenziali sono anch’esse in crescita, essendosi incrementate di circa 1.700 unità rispetto al 2007”, conclude.

di S.l.

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