temporale ollomont

Lavoro senza sosta degli operatori del soccorso e degli abitanti per liberare Ollomont dalle montagne di fango e detriti.

"Siamo ancora invasi da sassi, macigni, tronchi. A memoria d'uomo non si ricorda un disastro del genere. Neppure l'alluvione del Duemila aveva provocato danni di questa portata. Per fortuna siamo tutti vivi". Si sfogano i residenti di Ollomont, paese caratterizzato da un turismo famigliare e dai cultori del camping. L'inondazione del torrente Buthier ha compromesso una stagione estiva che si preannunciava affollata di villeggianti.

OLLOMONT. Splende il sole, oggi, nella vallata della Valpelline sconvolta, ieri, da un nubifragio. Trenta campeggiatori, ospiti di una tendopoli allestita a Ollomont, sono stati accolti in un altro campeggio sistemato a Valpelline dalla Pro Loco. Il violento temporale ha causato la tracimazione del torrente Buthier e l’invasione del paese di massi, detriti e alberi. L’acqua è entrata anche in alcuni edifici, cantine, scantinati. Nessun danno alle persone.
I coniugi Restano si sono trasferiti in Svizzera, ma a Voueces hanno una seconda casa per le vacanze. “Veniamo a Ollomont in villeggiatura da sessant’anni – dicono -. Non è mai capitato un disastro di queste proporzioni. Dalla nostra casa non si vede l’area devastata. E noi non andiamo a vedere. Ci sono le squadre di operai che stanno portando via le macerie. Ci vorranno mesi prima che tutto ritorni nella normalità. Oggi è arrivato il sole. Ma è tutto sottosopra”, dicono.
Pesanti i danni in frazione Glassier, villaggio dove termina la strada. In questa zona sono in attività il Bed&Breakfast e il ‘Rustic chalet de nos’ di Massimo Carlin, imprenditore turistico, allevatore e tra fondatori della ‘Conca di By’ , società che raggruppa 11 allevamenti della vallata. Impossibile contattarlo. Il cellulare è spento. La furia dell’acqua ha colpito entrambe le strutture, costringendo gli ospiti ad abbandonarle.
Oggi, Ollomont sembra un paese fantasma. La stragrande maggioranza di residenti non risponde al telefono; molte sono seconde case e i titolari non si sono avventurati a raggiungerle vista la situazione stradale devastata.
Protezione civile, vigili del fuoco, operatori comunali sono affiancati da privati cittadini nell’immane lavoro di riassestare ciò che l’acqua ha distrutto. Decine i mezzi impiegati per lo sgombero delle strade dai macigni. Alberghi evacuati e il settore turistico rimarrà penalizzato per l’intera stagione. L’inondazione ha sconvolto la geografia di questo Comune che, grazie ad amministrazioni oculate, ha salvaguardato la fisionomia di montagna.
“Noi non abbiamo avuto nessun danno. Soltanto il disagio di un fortissimo acquazzone”, assicurano, al contrario, i titolari di un noto albergo-ristorante, a Valpelline. La stessa situazione la garantiscono i gestori del Camping Gran Combin. “Un temporale che, nonostante la notevole intensità, ci ha risparmiato”, dicono, rivolgendo un pensiero ai colleghi di Ollomont.

di S.L.

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