ospedale regionale

I cittadini valdostani attendono da decenni un nuovo e unico presidio ospedaliero. Ancora in alto mare gli accordi e la tempistica.

E' stato, a lungo, il sogno dei residenti della Valle d'Aosta: la realizzazione di un ospedale unico, moderno, competitivo con i nosocomi di altre città italiane ed estere. L'impegno di alcuni sanitari e tecnici, promotori di una raccolta firme, sembrava potesse trasformare il sogno in realtà. A distanza di oltre vent'anni e dopo ingenti capitali spesi per il ripristino dell'esistente, l'argomento è ripiombato nell'aula del Consiglio regionale.

AOSTA. I consensi sfiorano il cento per cento; qualche perplessità viene manifestata in relazione alla tempistica e al disagio stradale. Per tutto ciò che concerne l’aspetto sanitario, logistico e di accoglienza i ‘sì’ vengono pronunciati senza alcuna esitazione.
La costruzione di un nuovo ospedale è diventata una priorità per i cittadini valdostani. “Non è pensabile di continuare a ‘rattoppare’ l’esistente’, sbottano. C’è chi va oltre: “Sono stati spesi moltissimi soldi. Ora, è logico che manchino le risorse e, quindi, si continua a allestire cantieri per ristrutturare un edificio anacronistico”.
Manuela Chatel, di Morgex, ammette di essere stata fra le più salde sostenitrici della realizzazione di un nuovo nosocomio. Ricorda di aver sottoscritto la petizione promossa da un gruppo di medici e tecnici di sanitari negli Anni 90. “Adesso, però – dice – ho molte perplessità. L’enorme quantità di denaro impegnato per la riqualificazione dell’ospedale regionale mi disorienta al punto da pensare che, forse, è meglio ripensare ad un eventuale nuovo programma.”. “Aggiunge: “Auspicherei, invece, una maggiore elasticità da parte dei responsabili della Soprintendenza. Non è più concepibile bloccare un qualsiasi intervento nel momento della scoperta di reperti archeologici. E’ noto a tutti che il sottosuolo di Aosta è ricchissimo di testimonianze storiche”.
Il problema è stato argomento di dibattito in Consiglio regionale. La maggioranza ha espresso un assenso unanime alla costruzione di un presidio unico ospedaliero. Ma i tempi sono tutt’altro che prossimi. Si parla ancora di valutazioni, sondaggi, attesa di incontri chiarificatori, di perizie supplementari, di richiesta di ulteriori stime economiche. Temi già affrontati in passato, quando l’urgenza di dotare il capoluogo regionale di un nuovo presidio ospedaliero unico era diventata oggetto di dibattito istituzionale. All’epoca, era stata individuata persino l’area ideale all’apertura del cantiere: l’ampia zona verde di Montfleury. Il tutto è caduto nel vuoto. E neppure le oltre 10 mila firme raccolte fra i cittadini avevano sensibilizzato gli amministratori dell’epoca a prendere decisioni univoche e tempestive.
Annamaria Minuzzo, presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla sezione Valle d’Aosta, parla a chiare lettere: “Sono molto favorevole ad un nuovo ospedale. Escluderei, però, l’insediamento della Struttura di Psichiatria, considerata la particolare attenzione che meritano i pazienti. L’ospedale deve garantire, innanzitutto, sicurezza nei confronti dei degenti e dei visitatori”, sottolinea. Pone, per contro, un interrogativo: “Di soldi ne sono stati spesi moltissimi. Adesso, a quanto ammontano le risorse utilizzabili?”
E’ lo stesso quesito posto da molti residenti sentiti nel merito. Il quesito li accomuna: “Ci sono ancora soldi per un nuovo ospedale?”
Massimo Marangelo, di Aosta, considera, in particolare, l’aspetto umano: “Magari lo costruissero. Avremmo un unico punto di riferimento. Avremmo anche un percorso più immediato”. Si riferisce al raggiungimento del Beauregard non del tutto comodo e breve. “E’ fondamentale prevedere percorsi più agevoli soprattutto per i mezzi di pronto soccorso”, puntualizza.
Di “soluzione più praticabile, nella situazione attuale” parla Marco Sicuro, cardiologo e Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Parini. “Ritengo ottimale – dice – la costruzione di un nuovo padiglione nell’area Ovest dell’esistente, trasferendovi la stessa cubatura del Beauregard ”. Precisa: “Nello spazio dove insiste la palazzina della Struttura di Infettivologia”. E alla domanda: “Non sarebbe più opportuno realizzare un presidio ospedaliero del tutto nuovo?”, risponde: “Penso che manchi la disponibilità finanziaria”.

di Sandra Lucchini