stagione venatoria

I cacciatori valdostani hanno il nuovo calendario per la stagione 2017/2018. Novità di rilievo caratterizzano il documento.

I cacciatori valdostani hanno il nuovo calendario per la stagione 2017/2018. Novità di rilievo caratterizzano il documento.
La Giunta regionale ha deliberato il calendario venatorio in cui è previsto il prelievo della fauna con nuove modalità per la stagione 2017/2018. Sono state accolte alcune importanti richieste caldeggiate, da tempo, dai cacciatori.

AOSTA. Approvazione del calendario venatorio per la stagione 2017/2018 e la previsione di importanti novità condivise con i 1.600 cacciatori valdostani.
Decisioni della Giunta regionale che stabiliscono, innanzitutto, il prolungamento di un mese del prelievo della beccaccia. Un’apertura sollecitata, da anni, dal mondo venatorio. Che si è visto approvare anche un’altra questione spinosa: la semplificazione delle classi di abbattimento degli ungulati in modo tale da agevolare la caccia della specie e scongiurare i danni provocati da questi selvatici.
Una seconda importante novità riguarda il numero dei cani utilizzabili per la caccia vagante al cinghiale. Numero che sarà aumentato e i cacciatori potranno disporre di una squadra per la caccia in ‘braccata’.
E, a proposito di questi ungulati, il calendario venatorio 2017/2018 stabilisce la riduzione dell’area di prelievo ‘Becca d’Aver’ con il ripristino di una superficie nel Comune di Nus in cui può essere praticata la caccia libera. Scelta finalizzata a contenere i disastri ai campi coltivati provocati da questi maiali selvatici.
L’ultima importante novità di questo fondamenale documento venatorio è riferita ai cacciatori. I titolari di carnet A (ungulati), B (lagomorfi), C (galliformi) hanno la possibilità di organizzare uscite collettive stagionali con un cacciatore possessore di carnet di tipologia diversa. I cacciatori delle prime tre categorie devono, però, mantenere la specializzazione venatoria.
Buone notizie anche per quanto attiene ai danni causati dai selvatici al patrimonio zootecnico: il risarcimento sarà pari al cento per cento con l’approvazione dell’innalzamento dal 70 al 90 per cento dell’importo delle spese ammissibili per la realizzazione di misure preventive su tutto il territorio. Un provvedimento scaturito anche dalla significativa espansione del lupo sul territorio regionale.
Contributi regionali sono stati previsti anche per i danni arrecati alle produzioni vegetali: verrà rimborsato il 90 per cento delle spese ammissibili per l’acquisto e la posa di strutture e materiale difensivo. Il rimborso risarcirà al cento per cento i titolari di alpeggi e pascoli impossibilitati a realizzare misure di prevenzione; il 60 per cento verrà erogato ai soggetti non imprenditori.
In questi sostegni economici sono inclusi anche i danni arrecati ai produttori ittici dagli uccelli ittiofagi. In primis, lo Stabilimento Ittico di Morgex dove i pesci immessi nelle vasche sono decimati dalle incursioni dei cormorani, volatili che stazionano sugli alberi circostanti nel periodo della riproduzione, il più delicato. La posa di reti metalliche non ha prodotto il riscontro sperato.
Nessun rimedio preventivo può, invece, essere adottato per la copertura dei laghi; lo impediscono le dimensioni. In questi specchi d’acqua la strage dei pesci ad opera dei cormorani causa perdite di notevoli proporzioni.

di S.L.

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