astrologia grafologia

I tratti essenziali del carattere scoperti attraverso la lettura della nostra grafia.

Continua il dialogo con i lettori di cq24. In questo terzo articolo l'Astrologa e Grafologa Eleonora Siano introduce i cultori di queste discipline nell'affascinante mondo della Grafologia, svelando le peculiarità caratteriali.

Rubrica Astrologia e Grafologia 3° ARTICOLO
Cari lettori di cq24, questa settimana, vi vorrei dare i primi rudimenti di una materia veramente molto affascinante che ci aiuta a capire meglio noi stessi e gli altri: la grafologia.
Questa è una scienza umana che si è sviluppata a partire dalla fine dell’ottocento in Francia e che poi si è propagata in altri Stati europei. In Italia, il padre della grafologia è stato Padre Moretti, un frate francescano. In Svizzera, Max Pulver, ha pubblicato nel 1931 uno dei libri più importanti per comprenderne le leggi che si intitola “Simbologia della scrittura”. Lo schema di partenza si intitola “simbologia dello spazio” e richiama i canoni spaziali accettati universalmente ed è raffigurato nella figura sottostante

 

Fig.1 schema di Max Pulver “simbologia dello spazio”

Come si vede dal grafico, la sinistra del foglio ha a che vedere con il passato, la passività, e ha aspetti legati all’identità personale, la destra ha a che vedere con il futuro, l’attività, l’alto con il senso religioso, le tendenze letterarie, artistiche e culturali, il basso con gli aspetti legati alla materialità e agli istinti.
Attraverso questo simbolismo si possono interpretare anche i margini del foglio
(ad es. il margine in alto rappresenta anche il rispetto verso i superiori e le autorità), e l’ inclinazione assiale delle lettere in quanto le lettere che tendono a rovesciarsi verso sx rappresentano una certa regressione o più semplicemente la paura del futuro, mentre le lettere che tendono ad inclinarsi a dx comunicano il desiderio dello scrivente di andare verso gli altri e di affrontare il futuro con slancio.
La zona media della scrittura (la zona dove si trovano le vocali) ha a che vedere con i bisogni più immediati della persona, con la sua affettività e con le cose che quotidianamente assorbono il soggetto. Si definisce grande una scrittura con tale zona superiore ai 3 mm; media tra i 2 e i 3 mm e piccola sotto i 2 mm. Tale dimensione ha che vedere con l’immagine che lo scrivente ha di sé stesso e quindi se è grande vuol dire lo scrivente si sente grande e ha anche bisogno di essere visibile e di essere al centro dell’attenzione altrui (è nota la scrittura grande in genere dei personaggi dello spettacolo)

Fig. 2 scrittura tendente al medio grande con segni di narcisismo (cerchio che rappresenta l’Io al posto dei puntini sulle i). Tale scrittura è tipica di molte adolescenti

La scrittura piccola è di chi è tendenzialmente più umile e maggiormente in grado di astrazione e di distacco (soprattutto se nella scrittura vi sono anche spazi bianchi abbondanti); in casi estremi può manifestare però un senso di inferiorità o ritenersi soggetto di minor diritto. In compresenza invece di un buon ritmo (che è dato dalla scorrevolezza della scrittura), ci troveremo di fronte ad un soggetto vivace anche se distaccato

Fig.3 scrittura piccola con un buon ritmo

Un'altra cosa importante è l’andamento del rigo sul foglio, e quindi è importante scrivere su fogli bianchi senza righe. Chi ha difficoltà a farlo è perché ha bisogno di seguire delle linee prestabilite anche nella sua vita. Il rigo che sale sul foglio indica in genere positività ed entusiasmo; se scende può indicare pessimismo, depressione o più semplicemente cedevolezza (soprattutto se accompagnato da pressione leggera), ma sarà poi ovviamente da tutto il contesto della grafia che si comprenderanno le motivazioni di tali tendenze
Concludo questo breve articolo, invitandovi ad inviare le vostre richieste presso la mia mail e Per le vostre richieste, vi ricordo la mia mail: eleonora.siano59@gmail.com

Eleonora Siano

Eleonora Siano

Categoria: