parcheggi disabili

Via Chambéry: una madre denuncia la carenza di stalli riservati ai disabili.

"Aumentate i parcheggi per disabili in via Chambéry". La richiesta arriva dalla madre di un uomo, di 47 anni, colpito da ictus, due anni fa, e costretto sulla carrozzina. Si rivolge agli amministratori anche a nome di altre famiglie con la stessa problematica.

AOSTA. “Forse le istituzioni si sono dimenticati che nella nostra via abitano anche persone disabili. Nei condomini compresi tra i numeri civici 91 e 93 non esistono posteggi gialli, soltanto bianchi. Qui abitano cinque persone disabili. Dove parcheggiamo quando dobbiamo portare a casa i nostri famigliari dal momento che i parcheggi liberi sono sempre tutti occupati 24 ore su 24?”.
Interrogativo angosciante quello posto da Rosetta Fabiano, via Chambéry, 91, mamma di Giuseppe Melina, ‘Beppe’,47 anni, invalido da due a causa di un ictus. Un problema serio e, ad oggi, senza alcuna possibilità di una minima autosufficienza. L’uomo deve essere assistito a 360 gradi, giorno e notte.
“Quando lo devo sistemare nella mia auto – dice la donna – devo fare autentiche acrobazie per cercare un posto, innanzitutto e se mai lo trovo non c’è lo spazio per aprire la portiera e posizionare la carrozzella. Come, invece, è previsto nei parcheggi disegnati per i disabili”.
Questa grave lacuna è appesantita dall’assenza degli scivoli, strutture fondamentali per agevolare il transito delle carrozzine. Anche questa mancanza diventa una problematica di notevole spessore per le famiglie.
“Devo fare la massima attenzione per mantenere l’equilibrio quando scendo o salgo dal marciapiede – dice la mamma di Beppe -. Abbiamo postato su Facebook le foto, descrivendo la situazione in cui ci dibattiamo. Ad oggi, nessuna risposta. Ho anche interessato una forza politica presente in Consiglio comunale. Nulla. A chi mi devo rivolgere per rivendicare un diritto sacrosanto che riguarda anche altre famiglie con disabili?”
La via Chambéry, arteria ad elevato scorrimento, è dotata di alcuni rettangoli destinati ai disabili. Insufficienti, in ogni caso, se paragonati alla notevole densità demografica e alla presenza di numerosi portatori di handicap. Barriere architettoniche da eliminare in tempi brevi per restituire ai fruitori una autonomia soddisfacente.
Il capoluogo regionale, città fra le più accoglienti del Paese, dimostra, in questo contesto, una certa ‘distrazione’ nei confronti di cittadini in gravissime difficoltà. La sollecitazione febbrile veicolata da questa madre è finalizzata a sensibilizzare gli amministratori che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno sempre accolto le varie richieste. In particolare, le domande attinenti al miglioramento della qualità di vita di persone in uno stato di grande disagio.

di SANDRA LUCCHINI

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