Immigrazione: l'Union Valdotaine

La concentrazione degli immigrati favorisce controlli capillari e sancisce la sicurezza dei cittadini

Joel Farcoz capogruppo dell'Union Valdotaine in regione
Lo Statuto Speciale della Valle d'Aosta e l'incarico di Prefetto al presidente della Giunta snelliscono il rapporto con gli Enti locali. L'apertura del 'tavolo di concertazione' favorisce la scelta dei sindaci." La politica internazionale può diventare basilare per gestire il problema immigrazione.

"La preoccupazione più sentita dai cittadini è la sicurezza. Ad oggi, in Valle d'Aosta, questo grande problema è stato gestito in termini più che soddisfacenti." Joel Farcoz, capogruppo regionale dell'Union Valdotaine parla di "buon monitoraggio" del quotidiano degli ospiti stranieri e ricorda come i Comuni abbiano l'opportunità di valutare il "da farsi" in un futuro imminente.
Un futuro in cui si profilano nuovi arrivi di richiedenti asilo; si aggiungeranno ai circa 400 presenti nei vari Comuni della regione più piccola d'Italia. Nel merito, Farcoz esprime la sua opinione senza veli: "E' impensabile girare la testa dall'altra parte. Ma è altrettanto impossibile accogliere tutti".

Quali soluzioni prospetta?

"La mia fiducia è rivolta alle azioni concertate dalla politica internazionale - risponde -. Spero, soprattutto, negli accordi bilaterali". L'esempio più eclatante lo si riscontra nell'intesa fra Italia e Libia, lo Stato nord africano da cui proviene la maggior parte dei migranti. Dice ancora Joel Farcoz: "Come Comité des Regions abbiamo sollecitato l'urgenza di un intervento nei territori di provenienza".
Un 'fil rouge' comune a molti amministratori, non soltanto locali. Sostenere queste persone nelle loro terre equivarrebbe ad evitare il dramma dello sradicamento da culture ataviche, da usi e costumi molto saldi, da Confessioni religiose inappellabili. Non solo. L'offerta di possibilità occupazionali scongiurerebbe i viaggi della disperazione e l'insorgere di nuove forme di schiavitù nei Paesi di arrivo. Senza contare le vergognose speculazioni messe in atto da privati quasi sempre all'insaputa dei cittadini stranieri.

Quali sono i motivi che la spingono a prediligere un'ospitalità concentrata anzichè diffusa sul territorio valdostano?

Il capogruppo unionista non ha dubbi: "Raggruppare gli immigrati apre ad un controllo molto più circostanziato. E' possibile sorvegliarli con discrezione, ma, nel contempo, in un insieme molto proficuo". E, a proposito delle strutture di accoglienza ha le idee chiare: "E' importante scindere la funzione dei Cas, i Centri di accoglienza primaria, dallo Sprar, il Sistema di protezione dei richiedenti asilo e, quindi, con maggiore stabilizzazione degli immigrati". Raccomanda "grande attenzione" alla possibile discriminante tra rifugiati e clandestini. "Prima o poi dovremo fronteggiarla". Sollecita i rimpatri per chi è privo dei requisiti di rifugiato e ribadisce quanto sia divenuto improrogabile il controllo degli imbarchi dai Paesi d'origine.
Ritiene "essenziale" il ruolo dell'Unione europea. "Deve svilupparsi con politiche mirate - chiosa l'unionista Farcoz - in grado di governare un fenomeno mondiale ormai incontrollabile".

La posizione della Chiesa cattolica.

"Ritengo abbia i titoli per agire come meglio crede - afferma Joel Farcoz -. La sua peculiarità di ente educativo e caritatevole si esprime nell'agevolare al massimo l'ospitalità ai migranti. Non entro nel merito, però, delle sue scelte", conclude il capogruppo regionale del partito di governo .

di SANDRA LUCCHINI

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