INCHIESTA IMMIGRAZIONE (PARTE 2)

"L'immigrazione non integrata, dopo uno specifico corso: deve ritornare nei Paesi di origine"

"L'immigrazione non integrata, dopo uno specifico corso: deve ritornare nei Paesi di origine"
Il Movimento 5 stelle sollecita le amministrazioni dei Comuni della Valle ad aderire allo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo. I vantaggi sono economici e sociali.

"Devono imparare la nostra lingua. Conoscere e rispettare le nostre leggi. Uniformarsi alla nostra cultura".
L'identikit dell'immigrato modello è costituito da questi tre capisaldi, secondo Roberto Cognetta, vice capogruppo in regione del Movimento 5 stelle.Aggiunge: "Nella nostra cultura la donna è, in generale, considerata ai massimi livelli. E' libera di agire, ma, soprattutto, di esporre le proprie ragioni. Una colonna portante del nucleo famigliare. E' bene - ribadisce - che gli immigrati residenti in Valle d'Aosta interiorizzino questo concetto fondamentale per un 'modus vivendi' civile e allineato all'Europa".

E, quindi, gli stranieri in Valle d'Aosta?
"Una certa chiusura mentale di molti residenti frena il percorso di integrazione, seppure non sia comunque facile ed immediato. La nostra Regione dovrebbe costituire un esempio italiano di convivenza virtuosa. Le difficoltà di accettare il 'diverso' hanno prodotto situazioni pesanti da gestire", dice.
La mancata adesione della maggior parte dei Comuni allo 'Sprar', ovvero il Sistema di protezione per richiedenti asilo, complica e acuisce le problematiche sociali delle popolazioni immigrate nel territorio regionale. Domani sera (venerdì), alle 21, nella sala polivalente di Saint Vincent, è in programma un dibattito pubblico a cui aderiranno anche il Comune di Champorcher e di Torre Pellice, Comune del torinese dove lo Sprar è in vigore da anni con risultati lusinghieri.
"Da parte nostra - conferma Fausta Baudin, assessore del Comune di Champorcher - valuteremo il tutto dopo l'incontro promosso dal Celva, mercoledì prossimo, nella sede di piazza Narbonne", anticipa.
"In proposito - riprende il vice capogruppo regionale dei '5 stelle' -, ho presentato, nel 2016, una interpellanza in cui chiedevo al presidente della regione se fosse a conoscenza di quanti Comuni valdostani avessero presentato domanda sul bando Sprar e se avesse intenzione di sollecitare i sindaci, anche attraverso il Celva, a questa importante partecipazione. Ho ricevuto risposte fumose - ricorda Roberto Cognetta -. In pratica, nessun dettaglio su questo problema di vitale importanza per affrontare in maniera congrua il fenomeno immigrazione". Apre una parentesi, rinfrescando la memoria di chi, forse, dimentica i "molti valdostani emigrati all'estero per cercare lavoro, diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione italiana".
L' accoglienza ai popoli d'Otreoceano deve, tuttavia, essere supportata da regole ferree. Ospitalità non fa rima con tolleranza a 360 gradi, secondo i 'Pentastellati'. Cognetta va dritto al punto focale della linea tracciata dalla direzione politica: "Vorrei - dice - che venisse applicato il sistema in vigore in molti Paesi del Nord Europa. Se dopo un corso di sei mesi i cui si insegnano la lingua italiana e il codice penale e civile gli stranieri non superano l'esame devono essere rimpatriati. Lo stesso, dicasi se delinquono durante la frequenza del corso. In questi casi l'inflessibilità è anche una questione di sicurezza. Per tutto il resto, accogliamoli senza pregiudizi", afferma l'esponente politico regionale.

Come giudica il ruolo della Chiesa cattolica?
"Molto importante nell'accoglienza e nella soluzione di problemi finanziari e sociali per molte persone. Contribuisce a stemperare il disagio". Constata, senza mezzi termini, "i molti episodi e gesti di intolleranza perpetrati da una buona parte di stranieri a fronte - rintuzza - della grande gentilezza e solidarietà dimostrata da parte nostra". Riconosce alla Chiesa anche il "ruolo di mediazione religiosa. Un ruolo centrale in questa realtà multietnica". Conclude, confermando il suo ''sì'' all'immigrazione regolamentata, prendendo le distanze, per contro, dalla "concentrazione nei piccoli Comuni", conclude il vice capogruppo regionale del Movimento 5 stelle.

di SANDRA LUCCHINI

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