''No'' alla pena di morte

''Ahmad'' non deve morire: la Valle d'Aosta sostiene questa petizione

Ancora una volta, la Petite Patrie dimostra tutta la solidarietà di cui è capace quando riceve richieste di aiuto. Non importa da quale Paese arrivino e a chi siano rivolte

La Valle d’Aosta ha aderito alla petizione veicolata su WhatsApp e finalizzata scongiurare la pena di morte sancita per Ahmad. Questo medico del Crimedim, padre di due bambini, è stato arrestato e condannato a morte dal regime di Teheran per aver lavorato con colleghi internazionali, tra cui medici israeliani., nell’ambito della medicina dei disastri e della prevenzione delle catastrofi.
, dice la donna sostenitrice della petizione residente nella Valdigne.
Ancora una volta, la Petite Patrie dimostra tutta la solidarietà di cui è capace quando riceve richieste di aiuto. Non importa da quale Paese arrivino e a chi siano rivolte. Il grande cuore dei valdostani risponde sempre con immutato slancio, senza considerare frontiere, etnia, religione nel rispetto, tra l’altro, dell’articolo della Costituzione italiana che sancisce come i cittadini siano uguali di fronte alla legge indipendentemente da razza, sesso, religione, idee politiche..
L’impegno e il forte desiderio di risparmiare questo medico dalla barbarie di questa esecuzione ha già mobilitato una mastodontica macchina solidale: da Amnesty International , all’MSF, fino alle tre Università con cui lavorava Ahmad: l’Ateneo del Piemonte Orientale, L’Università di Bruxelles e il Karolinska Institute, oltre alle varie ambasciate, la stampa e le televisioni del mondo.
Il tempo è fondamentale per la vita di questo uomo dedito a salvare la vita altrui. Le condanne a morte sono, molto sovente irrevocabili: una mobilitazione mondiale potrebbe riuscire in quello che verrebbe considerato un vero miracolo: la grazia concessa dal regime iraniano.
Si legge in un capoverso della petizione: ‘’Molto del nostro lavoro al CRIMEDIM, riguardante la gestione delle maxiemergenze Nucleari-Batteriologiche-Chimiche è nato dalla sua mente. Grazie a ciò, abbiamo riscritto le linee guida della gestione dei pazienti contaminati in diversi ospedali europei’’.
La sensibilità ambientale, molto sentita in Valle d’Aosta, ha amplificato l’interesse per una turpe realtà radicata ancora in alcuni Paesi del mondo. La Vallée esprime all’unisono il suo ‘’NO’’ alla vergogna della pena capitale, retaggio di un passato remoto buio e superato dalla civiltà democratica.
La residente della Valdigne ribadisce l’importanza di sottoscrivere la petizione tramite WhatsApp e i social e ricorda quanto sia essenziale attivarsi in tempi immediati.

di SANDRA LUCCHINI

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